giovedì 21 marzo 2013

Arriva un nuovo laboratorio!
Fiabe che aiutano a crescere

Perché ai bambini le storie piacciono tanto?
Esistono storie che possono aiutare i bambini ad affrontare le loro piccole grandi difficoltà?
E come possiamo fare noi adulti ad accompagnare i nostri figli con una storia che parli proprio di loro?

Sono questi i temi cardine del nuovo laboratorio proposto da Il Sogno del Piccolo Principe, tenuto dalle dottoresse Anna Tamburo e Susanna Torre (psicologhe e psicoterapeute). L'biettivo è quello di riuscire a comunicare con i bambini attraverso la scoperta e la conoscenza del loro linguaggio prediletto, quello delle fiabe!

Il corso verrà presentato con un incontro gratuito venerdì 19 aprile 2013 dalle 21:00 alle 22:30 presso la ludoteca Il Sogno del Piccolo Principe (Via Roma,4 - Chieri). 
Non lasciatevi sfuggire questa occasione unica, vi aspettiamo numerosi!





martedì 19 marzo 2013

Il bilinguismo 
(Introduzione al bilinguismo, l'argomento verrà ripreso e approfondito più volte)



Viviamo oggi in una società multiculturale nella quale è sempre più frequente che i nostri bambini vengano a contatto con coetanei stranieri o vivano in famiglie nelle quali i genitori parlano due lingue diverse o la stessa lingua che però è differente da quella parlata dalla comunità.

Possiamo subito affermare che, per crescere un bambino bilingue, bisogna esporlo ad entrambe le lingue il prima possibile. Non serve aspettare che acquisisca piena padronanza di una lingua prima di introdurre la seconda, in quanto i bambini sono perfettamente in grado di gestirle entrambe fin da subito senza che si crei in loro confusione alcuna.
Svariati studi e ricerche suggeriscono che più utilizziamo il nostro cervello e più ne sviluppiamo le capacità. 

La psicolinguistica moderna vede nel bilinguismo una fondamentale risorsa cognitiva, in quanto contribuisce a favorire un rapporto molto più evoluto con la realtà semantica del linguaggio.

Su un piano linguistico la conoscenza e la padronanza di più lingue fà si che il bambino abbia maggiore consapevolezza della struttura e del funzionamento del linguaggio. Questo costituisce un vantaggio sia nell'analisi della metalingua, sia nell'apprendimento di ulteriori lingue.
Su un piano non-linguistico il bilinguismo ha effetti molto positivi sull'attenzione in quanto i bambini bilingue sviluppano maggiore capacità di concentrazione. 

Capita spesso che i bambini usino termini di una determinata lingua mentre ne stanno parlando un'altra. Nulla di preoccupante: è un fenomeno chiamato code-switching presente anche negli adulti. Non vuol dire che non conoscono o non trovano la parola giusta, significa semplicemente che la parola usata , secondo loro, esprime meglio ciò che volevano comunicare!

Per approfondire l'argomento si consiglia la lettura del libro "Come favorire il bilinguismo dei bambini" di Deshays Elisabeth, Red Edizioni 2003.


Simonetta Bellomo 

giovedì 7 marzo 2013

I burattini prendono vita...
Vi aspettiamo per lo spettacolo!!!





Novità: nuovo spazio "Aiuto compiti"!!!
Sabato mattina dalle 10:00 alle 12:00



Il Sogno del Piccolo Principe propone un nuovo spazio dedicato allo svolgimento dei compiti al sabato mattina dalle 10:00 alle 12:00 rivolto a studenti di scuole elementari e medie.
Hai problemi con l'inglese o il francese? Hai difficoltà a memorizzare la lezione di storia? La matematica è un rompicapo? Approfittatene, fate i compiti insieme a noi!

Stiamo raccogliendo le adesioni per formare i gruppi di lavoro, affrettatevi a iscrivervi!
Per maggiori informazioni chiama il 328 53 32 724 (Federico), il 349 16 85 233 (Simonetta) oppure il 334 97 37 993 (Debora).

Intanto prosegue il laboratorio di inglese al giovedì pomeriggio dalle ore 15:30.

Se sei interessato manda un'e-mail all'indirizzo ilsognodelpiccoloprincipe@gmail.com oppure passa a trovarci in via Roma, 4 a Chieri. 

giovedì 28 febbraio 2013

Laboratorio di burattini

Da un paio di settimane è cominciato il laboratorio di burattini interamente realizzati con materiali di recupero. A breve cominceremo a preparare il teatrino per far vivere i nostri personaggi!
Il tutto è realizzato dai bambini che seguono il cosro con l'auto dei più grandi. Fra pochi giorni pubblicheremo le fotografie delle prime creazioni.

Vieni a trovarci per avere maggiori informazioni sui nostri laboratori!


martedì 26 febbraio 2013

Gioco-shiatsu-bimbi 
2-6 anni
 Il Sogno del Piccolo Principe propone un nuovo corso originale e creativo: shiatsu per bambini dai 2 ai 6 anni strutturato su un numero di 7 incontri della durata di un'ora. Lo stesso sarà organizzato in base alle adesioni e saranno creati gruppi omogenei per fasce d'età.

L'attività sarà strutturata come segue:
- saluto
- gioco di apertura dell'attività
- giochi per l'apprendimento della tecnica del gatto e della passeggiata
- giochi di stiramento dei meridiani
- chiusura e saluti

Materiali occorrenti:
- abbigliamento comodo
- calze antiscivolo
- una copertina in pile

Perchè un corso di shiatsu?
- E' una pratica che si può utilizzare a tutte le età;
- non richiede particolari materiali e spazi;
- può diventare un buono strumento di conoscenza del proprio corso e delle proprie emozioni;
- diventa un momento di coccola da dedicare a noi stessi e ai nostri figli;
può diventare un momento di scambio e reciprocità attraverso il gioco;
- praticato giocando, nel corso delle diverse età, aiuta a darsi un'organizzazione mentale e una sorta di disciplina, ma anche ad essere intuitivi. 

Per maggiori informazioni passa a trovarci in ludoteca (Via Roma, 4 - Chieri // Carmine Rugiero 320 258 49 82 - Federico Rossi 328 533 27 24) o contatta Cristina Arras (operatore shiatsu) al numero 348 62 63 299!

venerdì 8 febbraio 2013



Il comportamentismo

Il comportamentismo nacque ufficialmente nel 1913 da John B. Watson (Greenville, 9/01/1878New York, 25/09/1958, psicologo statunitense), il quale  iniziò una vigorosa controffensiva contro l’introspezione e a favore di una psicologia oggettiva nata dall'osservazione del comportamento degli animali.
Per un’analisi attenta del fenomeno è bene cominciare dall’articolo che ne segnò la nascita ufficiale: Psychology as the Beaviorist views it (Psychological Review, 1913).

“La psicologia così come la concepisce il comportamentista non è altro che una branca sperimentale oggettiva della scienza naturale. Il suo obiettivo teorico è la previsione e il controllo del comportamento. L’introspezione, pertanto, non rientra essenzialmente fra i suoi metodi (…). In genere i sostenitori della psicologia tradizionale tendono a definirla come uno studio scientifico dei fenomeni della coscienza. In altre parole, per costoro il problema centrale della psicologia è, da un lato, la scomposizione analitica degli stadi mentali complessi nelle loro singole componenti elementari e, dall’altro, la ricomposizione di stadi complessi attraverso l’aggregazione delle componenti elementari preliminarmente accertate”.

Il pensiero di Watson
Secondo il pensiero di Watson la psicologia deve diventare la scienza del comportamento, attraverso la rimozione dalla stessa del suo oggetto principale: lo studio introspettivo della coscienza. Essa deve eliminare tutti i concetti mentalistici e avvalersi soltanto di quelli comportamentali, ad esempio quelli di stimolo e risposta; lo scopo è quello di prevedere e controllare il comportamento.

I metodi di studio indicati da Watson sono:
a) osservazione
b) metodo del riflesso condizionato
c) metodo del resoconto verbale
d) metodi basati sui test

Il metodo dell’osservazione costituisce la base di tutti gli altri metodi. I test oggettivi erano già largamente utilizzati, ma Watson propose di impiegare i risultati come campioni comportamentali per determinare attitudini particolari e generali del comportamento. Anche il metodo del riflesso condizionato era già praticato in America ma Watson ebbe il merito di averne generalizzato l’applicazione nelle ricerche psicologiche.
 Il metodo del resoconto verbale merita invece un’attenzione speciale in quanto fu considerato il compromesso con il quale Watson recuperava dalla finestra l’introspezione dopo averla cacciata dalla porta. Ma perché tanta contrarietà all’introspezione? In primo luogo perché la stessa non può essere impiegata da coloro che si occupano di psicologia animale. Inoltre Watson si domandava come poteva la psicologia avanzare se anche i più esperti introspezionisti non riuscivano a trovarsi d’accordo data l’inesattezza del fenomeno. Ma l’obiezione fondamentale fu quella secondo la quale un comportamentista non poteva ammettere nel suo laboratorio qualcosa che non potesse essere sottoposto ad un’osservazione oggettiva. Egli arrivò così alla conclusione che le reazioni verbali sono oggettivamente osservabili e che il resoconto verbale rimane comunque un metodo inesatto.

L’oggetto di studio del comportamentismo
Principi fondamentali del comportamentismo sono gli elementi comportamentali (movimenti muscolari o secrezioni ghiandolari). La psicologia deve prendere in esame solo azioni che possono essere descritte in termini oggettivi di stimolo-risposta, formazione di abitudini ecc.
Attraverso lo studio oggettivo del comportamento, la psicologia contemporanea può prevedere la risposta una volta conosciuto lo stimolo e prevedere lo stimolo necessario a determinare una certa risposta.
Riassumendo, il comportamentismo ha per oggetto lo studio del comportamento considerato in rapporto con l’ambiente, esso coinvolge l’intero organismo e non può essere limitato al solo sistema nervoso.

Questo articolo vuole essere una semplice introduzione all’argomento, per maggiori informazioni e per una più approfondita conoscenza in merito si consiglia di leggere Watson (1930) Behaviorism (Il comportamentismo) Watson, 1930 Giunti Firenze 1983. 


 Simonetta Bellomo